Dal prossimo mese di luglio sarà erogata la quattordicesima per 3,4 milioni di pensionati.
La nuova prestazione previdenziale è stata estesa dalla Legge di Bilancio ai pensionati con età superiore ai 64 anni e redditi compresi tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo.
Lo ha confermato l’Inps sul proprio sito istituzionale,nel quale si forniscono le indicazioni per l’applicazione della nuova normativa che aumenta l’importo per chi già percepiva l’emolumento, portandolo a 655 euro per chi ha oltre 25 anni di contributi (28 per i lavoratori autonomi).
Il provvedimento mira a tutelare le fasce deboli della popolazione con reddito basso.
Spetterà ai pensionati con più di 64 anni con un reddito complessivo individuale annuo fino a 13.049,14 euro (due volte il trattamento minimo, circa 1.000 euro al mese).
Non viene preso in considerazione il reddito del coniuge, né i beni che lo stesso dovesse avere se non produttivi di reddito.
La somma viene corrisposta una volta l’anno.
I pensionati con redditi fino a 9.786,86 euro annui (fino a 1,5 volte il minimo), ovvero circa 752 euro al mese per 13 mensilità, per i quali la somma aggiuntiva era già prevista dal 2007, vedranno aumentare l’importo che sarà pari a 437 euro se si hanno fino a 15 anni di contributi, a 546 euro se si hanno da 15 a 25 anni di contributi e a 655 euro se si hanno oltre 25 anni di contributi.
I pensionati che hanno un reddito compreso tra 9.786,87 euro e 13.049,14 euro, riceveranno una somma variabile tra 336 euro (se hanno fino a 15 anni di contributi) e 504 euro (con più di 25 anni di contributi.
Ai pensionati che hanno tra i 15 e i 25 anni di contributi verranno corrisposti 420 euro. Per i pensionati da lavoro autonomo si considerano tre anni di contributi in più rispetto ai dipendenti.
La quattordicesima verrà corrisposta insieme al rateo di luglio, se si perfeziona il requisito anagrafico nel primo semestre, mentre sarà corrisposta a dicembre se si raggiungono i 64 anni nel secondo semestre del 2017.
Il beneficio viene erogato “in via provvisoria sulla base dei redditi presunti” e sarà verificato appena si conosceranno le informazioni consuntivate dei redditi 2016, “o nel caso di prima concessione, del 2017”.
Prima di avviare un’azione legale è necessario tentare la via della conciliazione . La conciliazione offre la possibilità di risolvere la propria controversia senza sostenere i costi che, come noto, dovrebbero essere invece affrontati nel caso in cui si volessero adire le vie legali. Per la materia telefonica, inoltre, la conciliazione può essere esperita presso gli organismi appositamente creati e competenti nella materia delle telecomunicazioni: si tratta dei Comitati regionali per le comunicazioni (chiamati anche Corecom ) presenti su tutto il territorio nazionale.L’utente che vuole agire contro Vodafone,Tim o Wind 3, dovrà quindi esperire innanzi tutto questo tentativo di conciliazione, presentando la relativa istanza al Corecom territorialmente competente, vale a dire a quello presente nel luogo di residenza del consumatore. Il modulo di presentazione dell’istanza è reperibile sul sito dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) o sul sito dei vari Corecom, nonché ...

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