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Riscatto della laurea gratuito, per gli studenti universitari. Come funziona?

In cosa consiste il riscatto della laurea gratuito per la pensione anticipata o la pensione di vecchiaia? La proposta del sottosegretario all’Economia Baretta “è quella di fiscalizzare il periodo contributivo legato agli studi universitari” della generazione dei Millenials, ovvero i contribuenti nati tra il 1980 e il 2000, per garantire un accesso alla pensione meno oneroso.
L’obiettivo, spiega Baretta, è dare una pensione a quei giovani che, per crisi e altri motivi hanno accumulato periodi di buchi contributivi, in modo da assicurargli “una continuità contributiva” che gli permetta di giungere a una pensione decorosa. Secondo il sottosegretario, la misura avrebbe anche il vantaggio di “incentivare a laurearsi”. E’ una novità sulle pensioni che potrebbe arrivare presto, se la proposta del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta venisse approvata in sede di governo. RISCATTO CONTRIBUTI LAUREA 2017: NOVITA’ Come sappiamo, è possibile già da oggi il riscatto della laurea per ottenere la pensione, ossia è possibile convertire gli anni trascorsi a studiare per conseguire una laurea, in contributi utili a ottenere la pensione. Secondo la norma vigente, la facoltà di riscatto della laurea è oggi riconosciuta a tutti gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, quindi ai lavoratori dipendenti ed autonomi, ai dipendenti pubblici e quelli che rientrano nella gestione separata. Questa facoltà è attualmente a pagamento mentre la novità consiste nella proposta di Baretta, che è quella di renderla gratis. RISCATTO DELLA LAUREA: QUALI TITOLI CONCORRONO? Al riscatto a fini pensionistici non concorre solo la laurea. Sono infatti diversi i titoli riscattabili da chi è interessato, ovvero: 1) i diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a 2 anni e non superiore a 3; 2) i diplomi di laurea sia relativi ad ordinamenti universitari anteriore al 1999 (corsi di durata non inferiore a quattro e non superiori a sei) sia degli ordinamenti universitari post decreto 509/1999 (lauree triennali e specialistiche); 3) i diplomi di specializzazione che si conseguono successivamente alla Laurea ed al termine di un corso di durata non inferiore a due anni; 4) i dottorati di ricerca. L’Inps ha chiarito che se il titolo di studio ha valore legale in Italia, si può riscattare anche il titolo conseguito all’estero. 5) i diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), con riferimento ai nuovi corsi attivati a decorrere dall’anno accademico 2005/2006, e che danno luogo al conseguimento dei seguenti titoli di studio: diploma accademico di primo livello; diploma accademico di secondo livello; diploma di specializzazione; diploma accademico di formazione alla ricerca. COSA NON PUO’ ESSERE RISCATTATO: Non concorre al riscatto il periodo di iscrizione fuori corso e i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto. Non sono riscattabili le borse di studio concesse dalle Università per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca (Circolare Inps 101/1999), nè gli assegni concessi da alcune scuole di specializzazione (Circolare Inps 133/2003).

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